Alito freddo
Solo ricordi e sommosse emotive, Ipazia?
Torna a giocare con le bambole, Ipazia. Sdraiale tra cuscini d’illusioni.
Ipazia, tu sei cattiva, come tutti. Non ti manca niente per seminare il male.
Mi sveglio di colpo. Mi metto a sedere. Una mano sul petto, a placare il battito.
Tutto è difficile, penso, cercando le pantofole.
E rido, perché l’alito freddo di Don Chisciotte mi solletica la nuca.
È difficile. E non c’è più nessuno del vecchio equipaggio. Quello del varo, penso, ciabattando verso la cucina.
Sapevamo che avremmo fatto naufragio.
Mi giro, ostile.
Don Chisciotte, sbigottito e spettrale, è addossato al muro.
Sbotto, sgarbata: Certo, sì, lo sapevamo. E allora?
Con un gesto brusco spalanco le imposte. Poi metto la caffettiera sul fuoco.
Seduta al tavolo di marmo, muovo svogliatamente il cucchiaino nella tazza.
Cerco di calmarmi.
Di tanto in tanto alzo gli occhi verso le inferriate per accertarmi che lo splendore del mattino sia sempre lì.