Formazione ECM

FILOSOFIA, PSICOANALISI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il corso, promosso dalla Fondazione Hapax e basato su una Giornata di Studio del 2025, mira a indagare come le discipline umanistiche (filosofia, psicoanalisi, semiotica, ecc.) possano offrire un controllo preventivo sugli effetti negativi dell'IA. Sebbene l'IA rappresenti un progresso creativo, il suo sviluppo "perturbante" rischia di aggravare le disuguaglianze sociali e minacciare l'equilibrio psichico, specialmente nei giovani ("psicocrazia").

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I Contributi Multidisciplinari

  • Tecnologia (B. Montrucchio): Il futuro dell'IA dipende dall'uso umano e dalla qualità dei dati ("nutrimento"). Se alimentata con fake news, l'IA restituirà risposte povere.

  • Semiotica (D. Picca): L'IA è un velocissimo assemblatore di segni e regole, ma non possiede la capacità umana di creare simboli (simbolopoiesi).

  • Filosofia della Tecnologia (L.M. Possati): La psicoanalisi è fondamentale per comprendere le "allucinazioni" dell'IA e la relazione uomo-macchina, leggendo questi fenomeni attraverso concetti come transfert e proiezione.

  • Psicologia Sociale (S. Tartaglia): L'uso passivo dell'IA danneggia il pensiero critico e l'apprendimento di bambini e adolescenti, favorendo una delega pericolosa delle facoltà mentali.

  • Etica e Teologia (R.G. Maier): L'IA impatta l'antropologia umana, modificando le formae mentis e la gestione delle emozioni, con il rischio di una deriva verso il transumanesimo.

  • Psicoanalisi Clinica (L. Curti): Le "psicoterapie" condotte da IA offrono solo risposte compiacenti e di contenimento, mancando della presenza reale necessaria per una vera esperienza trasformativa.

  • Media e Giornalismo (G. Bottero): L'IA nei media offre utilità ma presenta gravi rischi: perdita di posti di lavoro, violazione del diritto d'autore e diffusione di notizie non verificate.