Parte Quarta

Non m’ami

Efflorescenze leggere si staccano dal pioppo e cadono ticchettando sul tavolino rosso.
Vago col pensiero e con lo sguardo.
Tra i rami mi pare di vedere coriandoli colorati.

Forse sono gli aquiloni di mio padre.

Impigliati nel reticolo del tempo, che come un’interminabile, invisibile maglia tutto avvolge intimamente, non smettono di oscillare, lievemente, da quando il ragazzo che mi avrebbe generato decise di costruirli per affidare al vento i suoi sogni e le sue pene.

Ora la trama dei rami
crolla sull’ultimo fuoco.
Il giorno ai vetri è più fioco. Non m’ami. Non m’ami. Non m’ami.

Lo vedo, il ragazzo, al di là della trama dei rami, lanciare gli aquiloni. Lo sento, oltre la barriera del tempo, sfidare l’infelicità con la poesia.

Come puoi dire questo? In piedi, parlo e gesticolo come un’esaltata.
Dico a te, ragazzo ricciuto e ostinato sotto al tetto! A te che ti balocchi onnipotente e lanci nel vento e nel tempo parole terribili! Sei tu che non m’ami. Sei tu che guardi altrove!

Mi siedo, esausta e mortificata.

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